Alziamo le bandiere della pace
“Vogliamo alzare insieme le bandiere della pace da affermare come desiderio insopprimibile; delle Nazioni Unite, da rigenerare come strumento di democrazia globale; dell’Unione europea, da rilanciare come unione di popoli e di Stati”.
Questo il testo dell’appello lanciato due mesi fa dalla Legambiente nazionale.
Non solo facciamo nostro quest’appello (https://www.legambiente.it/news-storie/per-il-diritto-internazionale-la-pace-e-la-democrazia), ma lo rinnoviamo con sgomento e fermezza di fronte all’ulteriore azione aggressiva da parte degli Stati Uniti e di Israele nei confronti di uno stato sovrano: un’azione armata che, ancora una volta, non fa che mietere vittime innocenti, indifese e non-difese.
Il fanatismo del governo iraniano o la possibilità di un suo armamento nucleare non giustificano la violazione del diritto internazionale con l’uso delle armi (se mai quest’ultimo fosse giustificabile!). Noi non rimaniamo indifferenti: l’umanità non è solo di fronte ad una svolta drammatica, è di fronte ad una scelta! Noi tutti, singole persone e comunità, non possiamo e non dobbiamo voltarci dall’altra parte, siamo coinvolti in prima persona perché il genere umano ha preso, con prepotenza, le redini del futuro non solo dell’umanità, ma della Terra in cui viviamo: pensa di poter dirigere, condannare, manipolare, …si sente “Re” (e Regina).
A noi sta a cuore il futuro dei figli e delle generazioni a venire dell’umanità intera nella sua diversità con tutto l’esistente; sta a cuore il mantenimento della biodiversità tra tutti gli esseri viventi; sta a cuore una Terra libera e liberata da tutto ciò che la sta condannando a morte: scelte scellerate nei confronti dell’ambiente che si allargano a macchia d’olio…in primis la guerra.
La convivenza tra Stati non può seguire la legge del più armato, della più potente economia, del fanatismo religioso, di chi ritiene che le risorse della Terra si possano comprare o accaparrare con la violenza e l’annientamento delle popolazioni e dell’ambiente. Non è così che funziona nelle relazioni tra i viventi: la legge della vita non produce morte ma nuova vita. Non l’aggressione ma la solidarietà, il mutuo aiuto, l’accoglienza, la comprensione, il rispetto e la ricerca di risoluzione dei conflitti con il dialogo e la rinuncia alle proprie posizioni per il bene comune…solo così riteniamo si possa evitare la catastrofe.
Ci auguriamo e chiediamo al nostro governo che per la risoluzione del conflitto scelga, con estrema chiarezza, la via della diplomazia, tenendo fede alla nostra Costituzione, non legittimando operazioni militari fuori dal diritto internazionale e collaborando con altri paesi europei.
